venerdì 3 aprile 2020

Coronavirus

Sono giorni difficilissimi per tutti, l'emergenza Coronavirus ci sta costringendo a vivere rinchiusi, se non a combattere la malattia, che purtroppo sta mietendo molte vittime. 
I tempi di quarantena si allungano e crescono i disagi, economici, fisici, mentali, affettivi. Affrontare questi momenti risulta molto complicato, perchè il disagio si fa sempre più insopportabile. 
La Speranza di uscirne il prima possibile si scontra con la consapevolezza che i tempi di convivenza con la paura e il sospetto potranno essere lunghi. 
Allora deve prevalere quella parte di noi che forse la nostra vita aveva un pò messo da parte, ossia la nostra parte spirituale. Perche? Semplicemente perchè oggi più che mai ci sfugge il senso delle cose; semplicemente perchè oggi il tempo scorre e lascia una sensazione di frustrazione, per l'impossibilità di vivere l'ordinario; semplicemente perchè abbiamo perso il contatto con l'altro e questo ci rende soli e smarriti. 
Ma il nostro intimo, il nostro Spirito, seppur sepolto sotto le preoccupazioni, le angosce, il dolore,  è sempre vivo, anzi, spunta come il sole all'alba e viene appunto a fare luce nel nostro buio, a ricordarci che forse non eravamo coscienti, nella corsa e nell'affanno della nostra vita, che tutto ha un inizio ed una fine e che nel mezzo ci sono io, ci sei tu, ci sono gli altri, c'e la Vita con la V maiuscola, quella meravigliosa, unica ed irripetibile esperienza, che ognuno di noi dovrebbe accogliere con lo stupore della mamma che partorisce, con lo stupore del malato che guarisce, nella certezza che non siamo soli, ma che l'Amore c'è e ci ha pensato e desiderato dall'Eternità, alla quale siamo chiamati.

mercoledì 12 febbraio 2020

OPPOSIZIONE ALLE CARTELLE DEL FISCO


La cartella di pagamento nelle quale viene indicata solo la cifra degli interessi, senza indicazione di quale sia la data a partire dalla quale è stato eseguito il conteggio e quali tassi siano stati applicati, è nulla.
In tema di riscossione delle imposte, la cartella di pagamento deve considerarsi nulla se non contiene le analitiche modalità per il calcolo degli interessi, gli interessi calcolati congruamente motivati sia per quanto riguarda le modalità di calcolo, sia per la provenienza e la percentuale degli interessi applicati. Tale obbligo deriva dai principi di carattere generale indicati dalla legge sul procedimento amministrativo (Art. 3 della L. n. 241 del 1990) e dallo statuto del contribuente (Art. 7 L. n. 212 del 2000) poiché il contribuente deve essere messo nelle condizioni di comprenderne il contenuto, le motivazioni, le causali e le voci riportate nella cartella di pagamento (Comm. trib. reg. L’Aquila, (Abruzzo) sez. VII, 12/03/2019, n.258).

La cartella di pagamento deve per forza contenere l’indicazione del nome del soggetto responsabile del procedimento. In caso contrario l’art. 36, comma 4-ter, del d.l. n. 248 del 2007, conv., con modif., in l. n. 31 del 2008, prevede la nullità delle cartelle solo se riferite ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1° giugno 2008.

Il contribuente può impugnare senza termini di scadenza la cartella della cui notifica – mai avvenuta correttamente – sia venuto a conoscenza tramite l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario.

Nulle le cartelle sotto i mille euro affidate all’Agente della Riscossione dal 2000 al 2010.

Per effetto dell’art. 4 del d.l. 119/2018, convertito in legge 136/2018 – c.d. decreto fiscale -, i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per le quali è già intervenuta la richiesta di cui all’articolo 3, sono automaticamente annullati (Cassazione n. 28072/2019).


Mancanza di motivazione. Quando la cartella esattoriale non è preceduta da altro atto da cui si evinca la motivazione della pretesa tributaria, la cartella stessa deve contenere tutte quelle indicazioni necessarie affinché il contribuente possa porre in essere la sua attività di verifica e controllo, pur essendo la cartella di pagamento redatta secondo l’approvato modello ministeriale. (Nella specie, il giudice di appello ha annullato l’atto di riscossione per la mancata indicazione del tasso d’interesse e la mancata esposizione del criterio di calcolo delle somme dovute). (CTR Milano, sent. n. 3642/2019).



giovedì 23 gennaio 2020

Contanti: riduzione della soglia e sanzioni



A partire dal 1° luglio 2020, chi darà più di 1.999,99 euro in contanti a un’altra persona, a qualsiasi titolo ciò avvenga, dovrà pagare sanzioni amministrative assai salate. Se anche non scatta alcun reato, i colpevoli – perché le sanzioni colpiranno sia chi dà i soldi, sia chi li riceve – potranno essere costretti a pagare fino a 50mila euro. 
Sono queste le conseguenze della riforma fiscale approvata con la manovra di fine anno dal governo conte2.
L’esecutivo ha abbassato la soglia dell’uso dei contanti, fatto ormai noto a tutti. Le modifiche, che entreranno in vigore tra circa sei mesi, non consentiranno più di prestare, donare o acquistare in contanti se l’importo complessivo raggiunge i 2.000 euro. Tale soglia, peraltro, a partire dal 2022, scende ulteriormente sino ad arrivare a 1.000 euro

E nuove regole si applicano anche ai regali tra familiari. Così, ad esempio, un padre non potrà più elargire al figlio 2mila euro in contanti, ma dovrà dargli un assegno o fare un bonifico. 
La riforma ha modificato, però, anche la misura delle sanzioni. Si va da un minimo di 2mila euro a un massimo di 50mila euro che, come detto, ricadono su entrambi i soggetti coinvolti nell’operazione. Invece dal 2022, il minimo scende a 1.000 euro.
In pratica:
  • Per le violazioni commesse e contestate dall’1.7.2020 al 31.12.2021 il minimo edittale è fissato a € 2.000 mentre il massimo è di € 50.000;
  • Per le violazioni commesse e contestate dal 1.01.2022 il minimo edittale è fissato a € 1.000 mentre il massimo resta sempre di € 50.000.
Spetterà all’autorità amministrativa stabilire l’entità della sanzione che sarà rapportata all’importo scambiato. È verosimile pensare che le sanzioni saranno così graduate:
  • Fino al 31.12.2021, per scambi da 1 a 2.000 euro, la sanzione è di 2.000 euro che, come detto, costituisce il minimo; all’aumentare dell’importo corrisponderà un proporzionale aumento della sanzione (ad esempio, per uno scambio di 10mila euro si arriverà a una sanzione di 10mila euro), fino ad arrivare a un massimo di 50mila euro. Risultato: chi scambia 100mila euro in contanti subisce una sanzione di 50mila euro;
  • Dal 1.01.2022, per scambi da 1 a 1.000 euro la sanzione è di 1.000 euro che, come anticipato, è anche la soglia minima. La sanzione poi aumenta col crescere dell’importo scambiato.


venerdì 17 gennaio 2020

Carta di credito: come bloccare il pagamento online? Come bloccare un pagamento automatico?

Carta di credito: come bloccare il pagamento online?

Collegandoti al servizio di home banking del tuo istituto, cioè alla tua pagina personale del sito Internet della banca. Questo servizio viene offerto ormai pressoché da tutti gli istituti di credito.

Dovrai, quindi, inserire le tue credenziali (login e password) nella pagina in cui viene gestita la tua carta. Apparirà sul monitor un modulo da compilare con le stesse informazioni richieste al telefono, cioè dati anagrafici, numeri del conto e della carta, dati del pagamento da annullare.

Una volta compilato, il modulo va inviato telematicamente alla banca. Poiché non hai avuto alcuna conversazione con un operatore e non hai potuto chiedere entro quando viene annullato il pagamento e da quando puoi disporre del denaro, controlla spesso l’estratto conto per vedere se ci sono delle variazioni.

Carta di credito: come bloccare un pagamento automatico?

Abbiamo detto che ci sono alcuni pagamenti collegati alla carta di credito che con cadenza mensile, trimestrale o semestrale (a seconda delle disposizioni date al momento del contratto) vengono fatti in automatico. Normalmente, si tratta di abbonamenti a dei servizi come Spotify, Skype, una pay-tv, un gruppo editoriale, ecc. In questo caso, si può bloccare il pagamento quando è stata data la disdetta perché il servizio non interessa più ma i soldi continuano ad essere puntualmente scalati?
Devi sapere che quando firmi un contratto con uno di questi fornitori di servizi, la banca ed il circuito che gestisce la tua carta di credito sono dei semplici esecutori dell’ordine di pagamento che tu hai dato Per capirci meglio: l’accordo l’hai fatto con l’operatore, non con loro. Questo vuol dire che, nel caso in cui tu voglia chiudere la fornitura, non dovrai rivolgerti al tuo istituto di credito o al circuito (Visa, American Express, Mastercard). Dovrai chiedere a Skype, a Spotify o alla pay-tv di interrompere sia il servizio sia i prelievi di denaro.
Se, però, la tua richiesta viene disattesa, allora dovrai disdire la carta di credito. Per questo, sarà necessario che ti vada in banca a firmare i relativi moduli.
(da laleggepertutti.it) 


mercoledì 11 dicembre 2019

Sim Swap, e il tuo conto in banca è vuoto. Nuova e pericolosa frode


All’improvviso, la rete telefonica del proprio smartphone va in tilt. Non è più possibile collegarsi alla rete telefonica, non si possono inviare SMS, non ci si connette ad Internet. Spe
sso si tratta di un guasto temporaneo, ma non bisogna mai abbassare la guardia e mantenere la mente vigile: l’utente pensa si tratti di un guasto temporaneo, ma in un paio d’ore invece i pirati informatici prendono il controllo della scheda telefonica e svuotano velocemente il conto corrente.
Nata negli Stati Uniti, come per lo più succede alle novità tecnologiche, la nuova truffa della “Sim Swap” ha raggiunto ora anche l’Italia; è particolarmente insidiosa, si basa sulla clonazione della scheda telefonica della vittima, che di colpo vede la rete del proprio smartphone andare in avaria.
La procedura è semplice e redditizia, tanto che la Polizia ha divulgato sul proprio sito una guida per allertare i cittadini. Il Cyber criminale individua una vittima e cerca il suo numero di cellulare, magari attraverso una App spia o una mail infetta: ricordiamo che la raccolta dei dati personali presenti online è il primo passo per un furto di identità.
A questo punto il criminale falsifica un documento d’identità e lo presenta in un centro assistenza per chiedere una nuova scheda telefonica, affermando che è stato rubato il cellulare.
Tutto questo diventa molto facile se c’è anche la complicità di un esercente di schede telefoniche, ma non è indispensabile.
Appena la nuova Sim arriva in mano al criminale, la vecchia scheda in uso alla persona truffata viene disabilitata automaticamente. L’ultimo passo consiste nel richiedere all’assistenza telefonica della banca, magari tramite un sms, i nuovi dati di accesso al conto corrente della vittima. La banca non si accorge della truffa, perché la chiamata arriva dal numero registrato nei propri sistemi informatici.A questo punto il criminale ha la piena operatività sul conto corrente della vittima.
Come difendersi? Le ‘best practices’ sono sempre i migliori consigli:
  • usare password non banali e differenti per ogni sito;
  • se si notano rallentamenti, o sparisce il campo per mezza giornata, contattare subito il gestore e verificare con la banca lo stato del proprio conto corrente;
  • evitare di dichiarare troppi dati personali, come numero di cellulare o IBAN, nei propri profili online, sia nei normali siti web sia nei social network, per impedire la raccolta automatizzata dei nostri dati;
  • fare attenzione all’installazione di App di dubbia provenienza; le informazioni personali possono essere estrapolate anche da App maligne o infette;
  • almeno per i siti di maggior importanza, come quelli delle banche online, è utile dotarsi di una chiave di sicurezza aggiuntiva, per non usare il cellulare come secondo fattore di autenticazione;
Purtroppo il boom delle frodi legate alle Sim clonate dipende proprio dal rafforzamento di alcune misure di sicurezza dei conti correnti online, come l’uso del numero di telefono come secondo fattore di autenticazione (il cosiddetto ‘token software’) al posto delle vecchie “chiavette” (i token fisici)


martedì 3 dicembre 2019

Attività dello studio

Questa settimana lo studio ha ottenuto:


  • decreto ingiuntivo del Tribunale Ordinario di Roma, per crediti da Lavoro;
  • sentenza del Giudice di Pace di Roma di accoglimento  ricorso cartella esattoriale per sanzioni amministrativa,
  • sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Roma di accoglimento ricorso avverso cartella Agenzia delle Entrate per Tari AMA.
Massimo impegno, obiettivo conseguito. 



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