Sono giorni difficilissimi per tutti, l'emergenza Coronavirus ci sta costringendo a vivere rinchiusi, se non a combattere la malattia, che purtroppo sta mietendo molte vittime.
I tempi di quarantena si allungano e crescono i disagi, economici, fisici, mentali, affettivi. Affrontare questi momenti risulta molto complicato, perchè il disagio si fa sempre più insopportabile.
La Speranza di uscirne il prima possibile si scontra con la consapevolezza che i tempi di convivenza con la paura e il sospetto potranno essere lunghi.
Allora deve prevalere quella parte di noi che forse la nostra vita aveva un pò messo da parte, ossia la nostra parte spirituale. Perche? Semplicemente perchè oggi più che mai ci sfugge il senso delle cose; semplicemente perchè oggi il tempo scorre e lascia una sensazione di frustrazione, per l'impossibilità di vivere l'ordinario; semplicemente perchè abbiamo perso il contatto con l'altro e questo ci rende soli e smarriti.
Ma il nostro intimo, il nostro Spirito, seppur sepolto sotto le preoccupazioni, le angosce, il dolore, è sempre vivo, anzi, spunta come il sole all'alba e viene appunto a fare luce nel nostro buio, a ricordarci che forse non eravamo coscienti, nella corsa e nell'affanno della nostra vita, che tutto ha un inizio ed una fine e che nel mezzo ci sono io, ci sei tu, ci sono gli altri, c'e la Vita con la V maiuscola, quella meravigliosa, unica ed irripetibile esperienza, che ognuno di noi dovrebbe accogliere con lo stupore della mamma che partorisce, con lo stupore del malato che guarisce, nella certezza che non siamo soli, ma che l'Amore c'è e ci ha pensato e desiderato dall'Eternità, alla quale siamo chiamati.
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venerdì 3 aprile 2020
mercoledì 12 febbraio 2020
OPPOSIZIONE ALLE CARTELLE DEL FISCO
La cartella
di pagamento nelle
quale viene indicata solo la cifra degli interessi, senza indicazione
di quale sia la data a partire dalla quale è stato eseguito il
conteggio e quali tassi siano stati applicati, è nulla.
In
tema di riscossione delle imposte, la cartella di pagamento deve
considerarsi nulla se non contiene le analitiche modalità per il
calcolo degli interessi, gli interessi calcolati congruamente
motivati sia per quanto riguarda le modalità di calcolo, sia per la
provenienza e la percentuale degli interessi applicati. Tale obbligo
deriva dai principi di carattere generale indicati dalla legge sul
procedimento amministrativo (Art. 3 della L. n. 241 del 1990) e dallo
statuto del contribuente (Art. 7 L. n. 212 del 2000) poiché il
contribuente deve essere messo nelle condizioni di comprenderne il
contenuto, le motivazioni, le causali e le voci riportate nella
cartella di pagamento (Comm. trib. reg. L’Aquila, (Abruzzo) sez.
VII, 12/03/2019, n.258).
La
cartella
di pagamento deve
per forza contenere l’indicazione del nome del soggetto
responsabile
del procedimento.
In caso contrario
l’art.
36, comma 4-ter, del d.l. n. 248 del 2007, conv., con modif., in l.
n. 31 del 2008,
prevede
la nullità delle cartelle solo se riferite ai ruoli consegnati agli
agenti della riscossione a decorrere dal 1° giugno 2008.
Il
contribuente può impugnare senza termini di scadenza la cartella
della cui notifica – mai avvenuta correttamente – sia venuto a
conoscenza tramite l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta
dal concessionario.
Nulle le cartelle sotto i mille euro affidate all’Agente della Riscossione dal 2000 al 2010.
Per effetto dell’art. 4 del d.l. 119/2018, convertito in legge 136/2018 – c.d. decreto fiscale -, i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per le quali è già intervenuta la richiesta di cui all’articolo 3, sono automaticamente annullati (Cassazione n. 28072/2019).
Mancanza di motivazione. Quando la cartella esattoriale non è preceduta da altro atto da cui si evinca la motivazione della pretesa tributaria, la cartella stessa deve contenere tutte quelle indicazioni necessarie affinché il contribuente possa porre in essere la sua attività di verifica e controllo, pur essendo la cartella di pagamento redatta secondo l’approvato modello ministeriale. (Nella specie, il giudice di appello ha annullato l’atto di riscossione per la mancata indicazione del tasso d’interesse e la mancata esposizione del criterio di calcolo delle somme dovute). (CTR Milano, sent. n. 3642/2019).
giovedì 23 gennaio 2020
Contanti: riduzione della soglia e sanzioni
A
partire dal 1° luglio 2020, chi darà più di 1.999,99 euro
in contanti a
un’altra persona, a qualsiasi titolo ciò avvenga, dovrà pagare
sanzioni amministrative assai salate. Se anche non scatta alcun
reato, i colpevoli – perché le sanzioni colpiranno sia chi dà i
soldi, sia chi li riceve – potranno essere costretti a pagare fino
a 50mila euro.
Sono
queste le conseguenze della riforma fiscale approvata con la manovra
di fine anno dal governo conte2.
L’esecutivo
ha abbassato la soglia dell’uso
dei contanti,
fatto ormai noto a tutti. Le modifiche, che entreranno in vigore tra
circa sei mesi, non consentiranno più di prestare, donare o
acquistare in contanti se l’importo complessivo raggiunge i 2.000
euro. Tale soglia, peraltro, a partire dal 2022, scende ulteriormente
sino ad arrivare a 1.000 euro
E
nuove regole si applicano anche ai regali tra familiari.
Così, ad esempio, un padre non potrà più elargire al figlio 2mila
euro in contanti, ma dovrà dargli un assegno o fare un bonifico.
La
riforma ha modificato, però, anche la misura delle sanzioni.
Si va da un minimo di 2mila euro a un massimo
di 50mila euro che, come detto, ricadono su entrambi
i soggetti coinvolti nell’operazione. Invece dal 2022, il minimo
scende a 1.000 euro.
In
pratica:
- Per le violazioni commesse e contestate dall’1.7.2020 al 31.12.2021 il minimo edittale è fissato a € 2.000 mentre il massimo è di € 50.000;
- Per le violazioni commesse e contestate dal 1.01.2022 il minimo edittale è fissato a € 1.000 mentre il massimo resta sempre di € 50.000.
Spetterà
all’autorità amministrativa stabilire l’entità
della sanzione che
sarà rapportata all’importo scambiato. È verosimile pensare che
le sanzioni saranno così graduate:
- Fino al 31.12.2021, per scambi da 1 a 2.000 euro, la sanzione è di 2.000 euro che, come detto, costituisce il minimo; all’aumentare dell’importo corrisponderà un proporzionale aumento della sanzione (ad esempio, per uno scambio di 10mila euro si arriverà a una sanzione di 10mila euro), fino ad arrivare a un massimo di 50mila euro. Risultato: chi scambia 100mila euro in contanti subisce una sanzione di 50mila euro;
- Dal 1.01.2022, per scambi da 1 a 1.000 euro la sanzione è di 1.000 euro che, come anticipato, è anche la soglia minima. La sanzione poi aumenta col crescere dell’importo scambiato.
venerdì 17 gennaio 2020
Carta di credito: come bloccare il pagamento online? Come bloccare un pagamento automatico?
Carta di credito: come bloccare il pagamento online?
Collegandoti al servizio di home banking del tuo istituto, cioè alla tua pagina personale del sito Internet della banca. Questo servizio viene offerto ormai pressoché da tutti gli istituti di credito.
Dovrai, quindi, inserire le tue credenziali (login e password) nella pagina in cui viene gestita la tua carta. Apparirà sul monitor un modulo da compilare con le stesse informazioni richieste al telefono, cioè dati anagrafici, numeri del conto e della carta, dati del pagamento da annullare.
Una volta compilato, il modulo va inviato telematicamente alla banca. Poiché non hai avuto alcuna conversazione con un operatore e non hai potuto chiedere entro quando viene annullato il pagamento e da quando puoi disporre del denaro, controlla spesso l’estratto conto per vedere se ci sono delle variazioni.
Carta di credito: come bloccare un pagamento automatico?
Abbiamo
detto che ci sono alcuni pagamenti
collegati alla carta di credito che
con cadenza mensile, trimestrale o semestrale (a seconda delle
disposizioni date al momento del contratto) vengono fatti in
automatico. Normalmente, si tratta di abbonamenti a dei servizi come
Spotify, Skype, una pay-tv, un gruppo editoriale, ecc. In questo
caso, si può bloccare
il pagamento quando
è stata data la disdetta perché il servizio non interessa più ma i
soldi continuano ad essere puntualmente scalati?
Devi
sapere che quando firmi un contratto con uno di questi fornitori di
servizi, la banca
ed
il circuito che
gestisce la tua carta di credito sono dei semplici esecutori
dell’ordine di pagamento che tu hai dato Per capirci meglio:
l’accordo l’hai fatto con l’operatore, non con loro. Questo
vuol dire che, nel caso in cui tu voglia chiudere la fornitura, non
dovrai rivolgerti al tuo istituto di credito o al circuito (Visa,
American
Express,
Mastercard). Dovrai chiedere a Skype, a Spotify o alla pay-tv di
interrompere sia il servizio sia i prelievi
di denaro.
Se,
però, la tua richiesta viene disattesa, allora dovrai disdire
la carta di credito.
Per questo, sarà necessario che ti vada in banca a firmare i
relativi moduli.
(da laleggepertutti.it)
lunedì 23 dicembre 2019
mercoledì 11 dicembre 2019
Sim Swap, e il tuo conto in banca è vuoto. Nuova e pericolosa frode
All’improvviso,
la rete telefonica del proprio smartphone va in tilt. Non è più
possibile collegarsi alla rete telefonica, non si possono inviare
SMS, non ci si connette ad Internet.
Spe
sso
si tratta di un guasto temporaneo, ma non bisogna mai abbassare la
guardia e mantenere la mente vigile: l’utente pensa si tratti di un
guasto temporaneo, ma in un paio d’ore invece i pirati informatici
prendono il controllo della scheda telefonica e svuotano velocemente
il conto corrente.
Nata
negli Stati Uniti, come per lo più succede alle novità
tecnologiche, la nuova truffa della “Sim Swap” ha raggiunto ora
anche l’Italia; è
particolarmente insidiosa, si basa sulla clonazione della scheda
telefonica della vittima, che di colpo vede la rete del proprio
smartphone andare in avaria.
La
procedura è semplice e redditizia, tanto che
la
Polizia ha divulgato sul proprio sito una guida per allertare i
cittadini.
Il Cyber criminale individua una vittima e cerca il suo numero di
cellulare, magari attraverso una App spia o una mail infetta:
ricordiamo che la raccolta dei dati personali presenti online è il
primo passo per un furto di identità.
A
questo punto il
criminale falsifica un documento d’identità e lo presenta in un
centro assistenza per chiedere una nuova scheda telefonica,
affermando che è stato rubato il cellulare.
Tutto
questo diventa molto facile se c’è anche la complicità di un
esercente di schede telefoniche, ma non è indispensabile.
Appena
la nuova Sim arriva in mano al criminale, la vecchia scheda in uso
alla persona truffata viene disabilitata automaticamente. L’ultimo
passo consiste nel richiedere all’assistenza telefonica della
banca, magari tramite un sms, i nuovi dati di accesso al conto
corrente della vittima. La banca non si accorge della truffa, perché
la chiamata arriva dal numero registrato nei propri sistemi
informatici.A
questo punto il criminale ha la piena operatività sul conto corrente
della vittima.
Come
difendersi? Le ‘best practices’ sono sempre i migliori consigli:
- usare password non banali e differenti per ogni sito;
- se si notano rallentamenti, o sparisce il campo per mezza giornata, contattare subito il gestore e verificare con la banca lo stato del proprio conto corrente;
- evitare di dichiarare troppi dati personali, come numero di cellulare o IBAN, nei propri profili online, sia nei normali siti web sia nei social network, per impedire la raccolta automatizzata dei nostri dati;
- fare attenzione all’installazione di App di dubbia provenienza; le informazioni personali possono essere estrapolate anche da App maligne o infette;
- almeno per i siti di maggior importanza, come quelli delle banche online, è utile dotarsi di una chiave di sicurezza aggiuntiva, per non usare il cellulare come secondo fattore di autenticazione;
Purtroppo
il boom delle frodi legate alle Sim clonate dipende proprio dal
rafforzamento di alcune misure di sicurezza dei conti correnti
online,
come l’uso del numero di telefono come secondo fattore di
autenticazione (il cosiddetto ‘token software’) al posto delle
vecchie “chiavette” (i token fisici)
martedì 3 dicembre 2019
Attività dello studio
Questa settimana lo studio ha ottenuto:
- decreto ingiuntivo del Tribunale Ordinario di Roma, per crediti da Lavoro;
- sentenza del Giudice di Pace di Roma di accoglimento ricorso cartella esattoriale per sanzioni amministrativa,
- sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Roma di accoglimento ricorso avverso cartella Agenzia delle Entrate per Tari AMA.
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